Trascreativity: appunti sparsi su creatività e trasgressione
Trascreativity è il nome dell’installazione DesignTaleStudio per il Fuorisalone 2008, che si terrà nel piazzale antistante la Triennale di Milano dal 16 al 21 aprile. Trascreativity è la fusione di “trasgressione” e “creatività”, i due concetti chiave che approfondiremo con i designer e gli architetti che interverranno. Durante i nostri brainstorming ci siamo annotati queste cose.
Non sono uno storico dell’arte, ma ho la sensazione che si sia cominciato ad associare in pianta stabile i due concetti di creatività e trasgressione solo a partire dal secolo scorso. Voglio dire, non prima di Dada, del cubismo, del futurismo, dell’arte concettuale. Solo a quel punto la trasgressione è diventata a tutti gli effetti codice.
Trasgressione nel linguaggio, trasgressione nel riferimento a schemi e valori culturali condivisi, trasgressione nello stile di vita. Trasgressione spesso studiata a tavolino come reazione allo status quo, ma anche fenomeno spontaneo, istintivo, meravigliosamente naturale.
Trasgressione che a volte è fine a se stessa, maschera superficiale per attirare visibilità a buon mercato su opere prive di talento. Ma che sa essere anche innovazione, affermazione di qualcosa che prima non c’era, rivoluzione. Creazione, in senso quasi divino.
La trasgressione non è inerente la creatività. È solo uno dei suoi strumenti, forse il più potente, complesso e controverso.
Anzi, ci ho ripensato. La trasgressione non è il mezzo della creatività, è il suo fine.
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