L’uso dell’oro nella scultura di Giuliano Vangi: “Il Nodo”
Chi nelle ultime settimane ha avuto l’occasione di passare in Piazza Garibaldi a Parma non può non essersi fermato almeno un minuto a osservare le sculture di Giuliano Vangi esposte sotto i Portici del Grano.
Tra le opere esposte in Piazza (la parte principale della mostra è in Galleria San Ludovico), “Il Nodo” è sicuramente quella che attira maggiormente l’attenzione dei passanti. Si tratta di una scultura in acciaio inox e oro raffigurante due giovani, un uomo e una donna, che corrono uniti verso il futuro. E proprio l’uso dell’oro, a mio parere, è molto interessante nel contesto della nostra discussione di questo periodo nel nostro blog.
Mentre l’acciaio plasma la scultura per gli aspetti formali e plastici, rendendola molto riconoscibile grazie alla superficie estremamente luminosa e riflettente, l’oro può essere notato solo da vicino, dal momento che è usato, in piccolissime quantità, per sottolineare e impreziosire i dettagli dei volti e del velo tenuto in mano dalla ragazza. Un uso molto raffinato, quindi, quasi “spirituale”; riprendendo le parole del critico Luciano Caramel, una “rarefazione del quotidiano” ben lontana dal chiasso visivo e dall’idea di lusso sfrontato che spesso contraddistinguono gli oggetti d’oro che vediamo in giro.
È molto difficile fotografare Il Nodo, perché a ogni angolatura cambia la percezione dei colori e delle forme. Ma, forse proprio per questo, è molto facile emozionarsi e dimenticarsi del passare dei minuti quando si sta ad osservarla. Fino al 10 giugno c’è ancora tempo per vederla esposta a Parma.












3 Agosto 2007 alle 18:11
Veramente stupende le statue di Vangi!Ho la fortuna di abitare a Parma e di averle potute osservare da vicino.. e che dire.. meravigliosi i particolari soprattutto nei due volti..