Il nuovo lusso

Ho cercato di rielaborare alcune informazioni ed opinioni che vi propongo come spunti di riflessione sul modo in cui oggi ci poniamo nei confronti degli oggetti che “ci servono” nella nostra vita quotidiana.

In un mondo che, possiamo dire banalmente, sta cambiando rapidamente e in cui in particolare la globalizzazione e la rete hanno effettivamente stravolto le leggi del mercato, sembra perdere di significato il concetto di “mercato di massa”, mentre sempre più spesso è il singolo individuo/consumatore che crea il suo micro-mercato personale.

È sempre più difficile identificare dei gruppi di consumatori dai gusti omogenei (il classico “Target” sempre citato dagli esperti di marketing) mentre l’IO, tanto caro a tutti coloro che sono o si improvvisano psicologi, è tornato sulla scena e sono effettivamente sempre più le singole persone con la loro creatività e i loro gusti ad influenzare o ispirare le aziende nella creazione di nuove proposte in tutti i campi.

Le persone sembrano oggi meno imbarazzate (o forse sono addirittura orgogliose) a mostrare se stesse nel modo esatto in cui sono e tendono a rifiutare esplicitamente (salvo poi a volte abbracciarla inconsapevolmente…. ma questa è un’altra storia) l’omologazione di massa e dunque a rifiutare, nello specifico dell’acquisto di oggetti, gli stili “pre-masticati”. Oggi in effetti la persona sceglie più autonomamente, mixa con meno imbarazzo stili differenti, sceglie la marca oggi e la snobba domani, non subisce ma osserva, raccoglie solo ciò che gli piace e, sempre più spesso, crea.
Una cosa molto interessante è anche il fatto che, grazie soprattutto a mezzi di comunicazione ormai assolutamente, potremmo dire, “sferici”, cioè non limitati territorialmente, ma neppure a livello di tutte le altre variabili, gli individui hanno sempre più spesso atteggiamenti di acquisto e di consumo che trascendono la nazionalità, l’età, le tradizioni, il livello culturale.

Per rimanere “in tema” rispetto agli argomenti trattati in questo nostro sito, mi sembra di poter dire, anche sulla base di quanto letto in giro, che i prodotti e i servizi che nella nostra mente vengono vissuti come “lusso” possono avere oggi connotati anche diversi rispetto al passato e che dunque nel “lusso” vengono annoverati anche oggetti che prima non erano accettati. Infatti oggi il lusso può essere inteso anche come:

  • non più ostentazione o status symbol, ma oggetto relazionato al singolo, e quindi che trae il proprio valore dall’esperienza unica e intensa che ciascuna persona vive attraverso l’oggetto (anche se quasi sempre basata su valori socialmente condivisi)
  • emozione unita a innovazione
  • personalizzazione, con oggetti che sono (o danno l’impressione di essere) realizzati solo per me

Sotto questa luce, si può anche dire che, almeno per alcuni, non è centrale la ricerca della perfezione perseguita dal progresso, ma rivestono crescente interesse il valore della natura, i ritmi lenti, le cose “vere” e, proprio perché tali, imperfette. I prodotti artigianali sono sempre uno diverso dall’altro, presentano sempre piccole imperfezioni o difetti che li rendono UNICI e assolutamente inimitabili.

Le persone, che preferiscono oggi non nascondere le proprie “imperfezioni” ma anzi valorizzare la propria complessità, riflettono questo atteggiamento anche in quello che acquistano. Riconoscersi in ciò che si acquista significa anche cercare la personalizzazione dell’oggetto, rifiutando, come abbiamo detto, l’omologazione, i preconcetti, gli stili “dettati” da altri, gli status symbol e, di contro, volersi esprimere e circondarsi di ciò che ci rappresenta, per condividerlo con gli altri ed arricchirsi dalla condivisione di gusti e valori personali e differenti.

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