Satyendra Pakhalé a Design On Stage
Sabato 21 nello spazio Design On Stage alla Triennale doveva esserci Peter Halley, che purtroppo per un impegno improvviso ha dovuto annullare all’ultimo momento il suo viaggio in Italia. Satyendra Pakhalé, designer tra gli altri per Philips, Alessi, Cappellini e Moroso, ha accettato di intervenire in sostituzione di Halley per trascorrere un pomeriggio con noi.
Nel suo intervento Pakhalé, che ama definirsi un “nomade culturale”, ha toccato vari aspetti legati al rapporto tra culture diverse. Secondo lui oggi non si può più parlare di una cultura “occidentale” piuttosto che “orientale”, ma di una generale “cultura umana”, mix di suggestioni e influenze riconducibili a più luoghi del mondo, anche lontani tra loro. La ceramica, in quanto materiale antico come il mondo ma allo stesso tempo tecnologicamente avanzato, è il simbolo della sua convinzione che non possa esistere un futuro senza il riconoscimento della tradizione; e, in questo senso, si dice molto incuriosito dalla possibilità offerte oggi agli architetti di reinventare la “piastrella”.
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2 Maggio 2007 alle 18:04
Ciao a tutti!
ho letto sulla biografia di Pakhalè che vive e lavora in Olanda: ma è proprio necessario essere straniero per essere considerato “cool” dal gotha del design?
10 Gennaio 2008 alle 15:07
[…] a fianco. Chi era il designer? Ironia della sorte, un’altra nostra vecchia conoscenza: Satyendra Pakhalé, che proprio in Triennale partecipò alla giornata di sabato di Design On Stage. Ottimo […]