Archivio di Aprile 2007

Sandra Bermudez a Design On Stage

Giovedì 26 Aprile 2007

L’ultimo incontro in calendario a Design On Stage era in programma per domenica 22, quando abbiamo ospitato Sandra Bermudez, artista concettuale e femminista di origine colombiana, da sempre vicina al mondo del design e all’Italia.

Sandra ci ha raccontato cosa significhi per lei essere femminista e quale sia il rapporto tra la sua arte e la moda. Il tema visivo del suo progetto per DesignTaleStudio è la carta accartocciata; le lastre sono accostate in modo da creare una progressione dall’”estremamente accartocciato” al liscio, e sono tagliate da fughe rosa, simbolo della presenza femminile.

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Satyendra Pakhalé a Design On Stage

Giovedì 26 Aprile 2007

Sabato 21 nello spazio Design On Stage alla Triennale doveva esserci Peter Halley, che purtroppo per un impegno improvviso ha dovuto annullare all’ultimo momento il suo viaggio in Italia. Satyendra Pakhalé, designer tra gli altri per Philips, Alessi, Cappellini e Moroso, ha accettato di intervenire in sostituzione di Halley per trascorrere un pomeriggio con noi.

Nel suo intervento Pakhalé, che ama definirsi un “nomade culturale”, ha toccato vari aspetti legati al rapporto tra culture diverse. Secondo lui oggi non si può più parlare di una cultura “occidentale” piuttosto che “orientale”, ma di una generale “cultura umana”, mix di suggestioni e influenze riconducibili a più luoghi del mondo, anche lontani tra loro. La ceramica, in quanto materiale antico come il mondo ma allo stesso tempo tecnologicamente avanzato, è il simbolo della sua convinzione che non possa esistere un futuro senza il riconoscimento della tradizione; e, in questo senso, si dice molto incuriosito dalla possibilità offerte oggi agli architetti di reinventare la “piastrella”.

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Karim Rashid a Design On Stage

Sabato 21 Aprile 2007

Ieri nello spazio Design On Stage è venuto a trovarci Karim Rashid. C’era molta attesa attorno a lui, designer tra i più riconoscibili e influenti sulla cultura popolare contemporanea; e, a giudicare dalla partecipazione del pubblico, le aspettative sono state ampiamente ripagate.

L’intervento “a braccio” di Rashid era incentrato principalmente sulla sua visione del design come espressione dei valori del tempo in cui viviamo, e come strumento fondamentale per dare forma al futuro. Il suo è stato un discorso molto intenso, più di natura filosofica-antropologica che stilistica. Al di là dei trend e delle mode, secondo Rashid, progettare beni industriali significa modificare i comportamenti reali delle persone, la società, il mondo. E il momento attuale è segnato da un eccessivo ancoraggio agli archetipi del passato, e dalla necessità, per i designer di oggetti materiali, di colmare il profondo gap estetico e culturale che li separa dall’universo digitale, caratterizzato da prodotti molto più innovativi e in linea con il nostro tempo.

Rashid ha dimostrato con la sua presenza e il suo charme di poter essere considerato a pieno titolo un’autentica icona popolare. Il pubblico presente era composto da molti studenti, anche internazionali, che hanno partecipato attivamente con domande spesso dirette e provocatorie, come ad esempio se sia davvero così glamourous essere uno dei maggiori designer al mondo (la risposta di Karim è alla fine del video, non vi anticipiamo nulla…).

Michele De Lucchi a Design On Stage: racconto e videointervista

Venerdì 20 Aprile 2007


Ieri a Design On Stage è stata la volta dell’architetto Michele De Lucchi, da più di tre decenni protagonista del gotha del design a livello mondiale. Una figura che, anche ieri da noi, ha catalizzato tutto il pubblico presente col suo carisma e la sua personalità.

Nel corso dell’incontro De Lucchi ha attraversato diversi temi molto interessanti, con affermazioni spesso “forti” e provocatorie. Ha parlato del designer come “costruttore di identità”, ruolo fondamentale nella società multiculturale di oggi, e della necessità di portare avanti un approccio sperimentale alla progettazione, anche a dispetto dei vincoli imposti dall’industria e dal mercato. Ha confidato della sua passione “artigianale” per il legno, e reso omaggio ai suoi due grandi maestri “omerici”, “Ettore” (Sottsass) e “Achille” (Castiglioni), figure dall’opposta attitudine intellettuale verso il design.

De Lucchi ha parlato del suo progetto per DesignTaleStudio come di un tentativo di annullare visivamente le giunzioni tra piastrella e piastrella, attraverso un gioco illusorio di linee a proporzioni variabili. Rivelando di essere stato inizialmente scettico sull’operazione, oggi ritiene invece di intravedere delle enormi potenzialità nel concetto di “lastra ceramica decorativa” su cui si basa il progetto DesignTaleStudio, in grado di suggerire soluzioni innovative sia per utilizzi in interni che, più coraggiosamente, in esterni.

Oggi nello spazio Design On Stage alla Triennale di Milano arriva Karim Rashid. Appuntamento alle 18 (e domani sul blog).

L’incontro con Elio Fiorucci a Design On Stage: racconto e videointervista

Giovedì 19 Aprile 2007

Ieri Design On Stage ha esordito con la giornata dedicata a Elio Fiorucci, guru della moda e della comunicazione a 360 gradi, e collaboratore di DesignTaleStudio fin dalla prima ora. L’incontro con Elio è ruotato attorno alla presentazione della “Bocca”, la lastra da lui disegnata per DesignTaleStudio, autentica sintesi di una poetica che fa da sempre della sensualità e dello spirito giovane e libero i suoi capisaldi.

Nonostante gli oltre quattrocento visitatori transitati in poco più di due ore, l’atmosfera era rilassata e piacevole, pienamente nello spirito di Design On Stage. Un grosso merito, come si può notare dal video, va attribuito proprio allo stesso Fiorucci, sempre cordiale e affascinante nelle “conversazioni al microfono” di cui è stato protagonista con i giornalisti e il pubblico presente.

Fiorucci ha spaziato tra gli argomenti più disparati, sempre all’insegna della passione e dell’amore verso la vita e il suo lavoro. Dalla spiritualità all’arte, dalla ceramica alla moda. Un momento particolarmente significativo si è avuto quando, parlando del suo nuovo progetto Love Therapy, ha raccontato di come esso affondi le radici nel mood che caratterizzava lo storico negozio di Corso Vittorio Emanuele, “un luogo in cui sapevi che non ti sarebbe potuto succedere niente di male”.

Per noi dell’organizzazione, dopo tanta fatica, l’incontro con Fiorucci è stato una vera iniezione di entusiasmo. E per voi? Lasciate un vostro commento, e se avete scattato delle foto mandatecele, le pubblicheremo sul blog.

Appuntamento a oggi pomeriggio in Triennale con Michele De Lucchi (domani sul blog).